lunedì 25 ottobre 2010

Lo spirito di adattamento, ossia l'eterna lotta tra Natty e il nuovo mondo

In questi primi giorni di permanenza niuorchese una cosa è certa: Natty non si piegherà all'America,ma sarà l'America a piegarsi al Natty. Andiamo con ordine nello descrivere i fatti. Il problema principale e con il quale Michele ci tormenta ormai con frequenza assillante è il fuso orario. Mentre io e Marco ormai sembriamo aver acquisito i nuovi ritmi abbastanza velocemente, il nostro eroe fatica ad abbandonare i ritmi del vecchio continente. Può capitare quindi di sentirlo sveglio a qualsiasi ora della notte chiedendo al povero Colin che ora sia facendo i conti per sapere che ora sia e finire con la frase canonica 
Qua cos sto fuso orario non se capisse pì nient
Questo crea in Michele una sorta di vagabondaggio notturno in preda ad ansie di qualsiasi tipo. La sveglia delle 9:00 per lui è una liberazione. Gli occhi si spalancano all'istante mentre tutti gli altri cercano lentamente di prendere vita (chi uscendo dalla selva di cuscini come me, chi rimanendo seduto in ricerca del Nirvana come Marco). Può finalmente smettere di fingere di dormire e attivarsi in tutto ciò che desidera.

Oltre al problema del fuso orario, già dal primo giorno ha sempre cercato di trovare una soluzione per la colazione. Considerato che a Starbucks al momento la colazione con caffè latte (con un solo goccio di caffè) e biscotti non è proprio nel menù, ha optato per un the caldo. E' un peccato non poter riportare le facce dei cassieri della caffetteria mentre michele ordina un hot tea with hot water. Il più delle volte rispondo con un ah, maybe you mean an english tea. Sembrerebbe purtroppo che il famigerato english tea non sia il forte di 
Starbuck. Solitamente arriva un bicchiere contenente un ingente quantitativo di acqua a temperatura lavica con una bustina di the delle più terribili erbe aromatiche del nord America. Ultima tra tutte quella al gusto Eucalipto allo Starbukcs di Time Square. Disgustato dalla miscela (perchè il gusto era quello) Natty cerca di chiedere una fetta di limone da inserire nell'intruglio agli inservienti del bancone. L'usanza barbara di mettere il limone nel the non è però nota nei paesi anglosassoni, i quali hanno risposto picche e lo han costretto a rifare la coda una seconda volta per avere una limonata calda attesa per un buon 15 minuti.

Dopo diversi tentativi, Michele sembra aver trovato il giusto equilibrio per la colazione del campione senza rinunciare alla sua adorata tradizione italiana.

Grande Michele!!!

2 commenti:

  1. non preoccuparti, Natty, perché anche qua siamo passati all'ora solare e i miei nonni continueranno a dire: "ie e sette ma sarie e otto" fino al ritorno all'ora legale, quando concluderanno: "propio dess che se se iera abituai!".

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